Chi è per la discriminazione, per l’odio e la violenza, alzi la mano.

Il tema dell'articolo non è il vaccino ma la discriminazione.

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Chi è per la discriminazione e la violenza vaccino vaccinazioni

Osservate con attenzione l’immagine di copertina dell’articolo. Il messaggio che viene comunicato è lo stesso messaggio che arriva da politici, esperti, medici, persone dello spettacolo… per “proporre” il vaccino anti covid.

Se non ti vaccini (minaccia di un castigo), ti isolo (discriminazione).

Senza la patente del vaccino anti covid, non ti facciamo andare da nessuna parte (minaccia, castigo, proibizione, discriminazione).

In entrambi i casi il messaggio è: o discriminati, o vaccinati!

Quando in tv, sui giornali e sui social si parla di vaccini non emerge mai questo dato inquietante: da diverso tempo, parecchi politici, esperti, opinionisti hanno dato vita ad una forma di discriminazione (“sanitaria”).

Non dimentichiamo che i tempi più bui della storia dell’umanità sono stati segnati proprio dalle discriminazioni di ogni genere.

Discriminare vuol dire separare, trattare le persone in modo diverso, isolandole, emarginandole. Le discriminazioni sono accompagnate da ricatti, punizioni, sentimenti di odio e quindi da violenza. Chi è discriminato subisce violenza.

Sul dizionario leggiamo che oltre alla violenza fisica c’è “la violenza morale e psichica, quella che viene subita dal soggetto a causa del timore indotto in lui dall’azione esterna, una violenza che si esercita sull’animo di una persona, mortificandone lo spirito, soggiogandone, annullandone o limitandone la volontà“.

Osservate di nuovo l’immagine di copertina dell’articolo e provate a spostare l’attenzione dal tema dei vaccini al tema della discriminazione.

L’argomento di quest’articolo, lo ribadiamo, non è l’opinione che si ha sui vaccini ma quella che si ha sulla discriminazione, sull’odio e sulla violenza.

Sul suo profilo twitter Alessandro Gassman (attore) ha scritto:

“Una volta fatto il vaccino (anti covid), darei una tessera che lo testimoni. Chi non vuole farselo non entra in: ristoranti, bar, cinema, teatri, stadio, negozi, autobus, taxi, treni, e tiene sempre la mascherina… poi vedi che lo fanno”.

Alcuni giornalisti hanno riportato nei loro articoli ciò che ha scritto l’attore affermando che il tweet rappresenta la sua netta opinione sul vaccino. Probabilmente anche Gassmann pensa di aver riportato il pensiero che ha sul vaccino.

L’opinione di Gassmann sul vaccino è sottintesa ed è chiara, ci si deve vaccinare. Quello che ha scritto però non esprime l’opinione che ha sul vaccino, è l’opinione che ha sul tema evidenziato in questo articolo: Gassmann è favorevole alla discriminazione, all’odio e alla violenza che la discriminazione porta in sé.

Dappertutto assistiamo a lotte contro ogni forma di discriminazione, di tipo razziale, religiosa, di appartenenza sociale. Dappertutto ci si prodiga contro la violenza alle donne, ai bambini, alle persone LGTB e cosa si sta facendo ora? Si dà vita ad una nuova forma di discriminazione e di violenza su adulti e bambini. Roba da far accapponare la pelle.

Nelle parole che trovate nell’immagine di copertina, così come in quelle di Gassmann (e in quelle di politici, medici, esperti), emerge un altro aspetto molto preoccupante: è sottintesa l’incitazione all’odio: una spinta ad odiarci l’uno con l’altro. Nei manifesti affissi per strada (vedi l’immagine in evidenza dell’articolo) sono arrivati addirittura ad istigare all’odio i bambini verso altri bambini e verso i genitori. Incredibile.

Il punto è questo: è arrivato il momento che ci dicano (e ci diciamo) apertamente:

Chi è a favore della discriminazione dei bambini? Chi è a favore della violenza psichica sui bambini?

Chi è a favore della discriminazione, dell’odio, dell’istigazione all’odio e della violenza verso qualsiasi persona, alzi la mano.

WHY

Perché non iniziamo a dire ad alta voce, insieme, che MAI E POI MAI si può essere favorevoli ad una qualsiasi forma di discriminazione?

Perché non iniziamo a dire che nulla può giustificare azioni violente fatte di minacce, di punizioni, proibizioni che hanno l’intento di separare, isolare (e quindi discriminare) e diffondere odio?

Ai politici, ai giornalisti, ai sacerdoti, alle persone del mondo dello spettacolo: perché non vi unite e fate sentire la vostra voce anche contro questa discriminazione?

Perché non condividiamo questo articolo per farlo arrivare dappertutto (anche ai “piani alti”)?

L’appello è rivolto a quelli che sono contro ogni forma di discriminazione, di odio e di violenza (morale e psichica).

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